15 Gennaio 2018

Celebrata ad Haifa la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

Il 13 gennaio 2018, cristiani di diverse nazionalità hanno celebrato la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato con una Messa e delle attività culturali nella Parrocchia di San Giuseppe ad Haifa.

Attualita, Eventi e Società

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Il ballo, la musica, i colori degli abiti, oltre al silenzio della preghiera, riflettono non solo le differenze culturali, ma anche la speranza di chi ha lasciato la propria patria. Il canto finale della Messa per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato è stato eseguito da un festoso gruppo proveniente dall’Eritrea. Hanno lasciato il loro paese a causa della difficile situazione politica. Alcuni di loro sognano di tornare, un giorno.

DANIEL TEDLA
Eritrea”
“Se la situazione del mio paese migliorerà, non vorrei restare qui. Dio solo lo sa, ma io voglio tornare e voglio che le cose migliorino in futuro”

La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal vicario del Patriarcato Latino, Mons. Giacinto-Boulus Marcuzzo, mentre l’omelia è stata pronunciata da Mons. Georges Bacouni, vescovo della Chiesa Greco-Cattolica Melchita di Acri. Partendo dal Vangelo del Buon Samaritano, Bacouni, ha evidenziato la necessità della conversione della mente a Cristo, anche nella carità agli stranieri. Un compito non da poco soprattutto considerando l’attuale contesto in Israele.

P. RAFIC NAHRA
Coordinatore della Pastorale dei Migranti
“In questo momento la situazione è complicata a causa dell’emanazione di una legge secondo cui i rifugiati devono lasciare il paese entro la fine di aprile. É un momento difficile e dobbiamo pregare per questa situazione e perché si trovi una soluzione.”

Il coordinatore della Pastorale dei Migranti ha evidenziato la fondamentale necessità che si garantisca dignità umana a questa popolazione. Preoccupazione che lo stesso Papa Francesco ha espresso nel suo messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018.

P. RAFIC NAHRA
Coordinatore della Pastorale dei Migranti
“Questa è una responsabilità comune dei paesi, che debbono emanare leggi internazionali a tutela di queste persone. E’ anche una missione della Chiesa e Papa Francesco, nella sua lettera, ha raccomandato di accogliere, proteggere e integrare i migranti e i rifugiati”

Secondo Padre Rafiq, oggi in Israele vivono circa 240 mila migranti e 40 mila rifugiati, provenienti da paesi come Filippine, India, Sri Lanka, Romania, Eritrea e Sudan. La maggior parte di loro lascia il proprio paese a causa delle guerre, delle persecuzioni, dei disastri naturali e della povertà. Un’opzione che diventa obbligatoria rispetto al desiderio di restare o tornare alle proprie origini. Mantengono vive le proprie radici ma contemporamente si integrano nel nuovo paese grazie al lavoro della Pastorale sui Migranti, che organizza catechesi, momenti di preghiera e attività di promozione umana.

BERNARDITA BALIANTAN
Filippine
“Se avessi la possibilità di tornare nel mio paese, tornerei sicuramente.”