15 Marzo 2018

Dolore e Amicizia: temi di riflessione nel Pellegrinaggio quaresimale

Prosegue il Pellegrinaggio Liturgico lungo i Luoghi Santi legati alla Passione. La seconda meta e’ stata la Cappella della Flagellazione, seguita dalla Chiesa di Lazzaro a Betania.

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Nella Cappella della Flagellazione la corona di spine intrecciate a rose di cristallo, lasciando passare la luce, indica che davanti al dolore della morte prevale la speranza.

Il luogo in cui Gesù fu flagellato e condannato, ha segnato la terza stazione del pellegrinaggio Quaresimale tradizionalmente vissuto in Terra Santa.

Don Stefano Vauran ha celebrato la Messa e la preghiera del Vespro. Nell’omelia, don Luigi Maria Epicoco, ha parlato della fecondità del dolore.

Don LUIGI MARIA EPICOCO
Pontificia Università Lateranense
“Gesù si fa solidale anche con questa parte del dolore umano: il dolore fisico, un dolore che ci porta fino a una disperazione tale da chiedere la morte, perché può diventare insopportabile. Questo è il luogo in cui Gesù sperimenta questo tipo di sofferenza che sfiora quasi la disperazione e ci insegna l’abbandono. Così come nel Getsemani, qui ci insegna che la parola che cambia tutto è l’offerta cioè, saper offrire la propria sofferenza, non che questo spieghi la sofferenza, ma in un certo senso la rende vivibile, umana, feconda”.

La quarta tappa del Pellegrinaggio si è tenuta a Betania, terra di Marta, Maria e Lazzaro, gli amici di Gesù.

Tra i presenti, rappresentanti della piccola comunità cristiana locale, formata da circa 30 famiglie.

Randa Tavitian
Cuoca
“Cerco di vivere la carità con tutti, cristiani e musulmani e la cosa più importante è vivere la carità nelle nostre vite, per riflettere la luce di Cristo nel mondo, noi siamo la luce e il sale della terra”.

Qui la messa è stata celebrata da fr. David Grenier, il segretario generale della Custodia di Terra Santa, e predicata ancora da don Luigi Maria Epicoco.

Don LUIGI MARIA EPICOCO
Pontificia Università Lateranense
“Gesù è stato capace di dare la sua vita per Lazzaro. Resuscita Lazzaro e da quel momento in poi viene condannato a morte; avviene una sorta di scambio, Lazzaro è salvo e lui, invece, muore. Ci mostra così che l’amore più grande è sempre qualcosa di concreto, non è mai astratto, a un certo punto dare la propria vita significa incontrare il nome proprio di Lazzaro, il nome di una persona o di una situazione in cui siamo chiamati a dare veramente la nostra vita”.

Dopo la messa, c’e’ stata la lettura del Vangelo che narra la resurrezione di Lazzaro davanti all’entrata della sua tomba, dove poi tutti sono potuti entrare a pregare.

Un’esperienza indimenticabile per i pellegrini che hanno il privilegio di vivere la Quaresima in Terra Santa!

PAULINO BARROS
Dipendente pubblico
“Veniamo dal Brasile, dove abbiamo sentito moltre cose attraverso i Vangeli, ma qui noi viviamo, ci troviamo dove Gesù camminò”.

MARIA DA CONCEIÇÃO LIMA
Insegnate
“Ho potuto vedere, toccare i luoghi, ho potuto sentire in modo più vivo, più profondo, ho potuto sentire principalmente che questo Gesù è reale. Ma il fatto che io creda dipende dal fatto che sono qui, che sono stata qui? No! Ho sempre creduto! Ma essendo qui lo sento in modo molto più concreto!”.