10 Ottobre 2017

Ecco il luogo in cui probabilmente il Battista iniziò la sua missione

Siamo andati a Taffuh, nella zona di Hebron. Luogo in cui è probabile che vi sia stato il precursore di Gesù, prima di andare nel deserto.

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Vari luoghi in Terra Santa sono associati alla vita di San Giovanni Battista. In modo particolare, Ain Karem, la sua patria, e il Fiume Giordano, dove lo stesso Gesù si diresse per ricevere il Battesimo.

Esiste, tuttavia, un altro luogo importante legato alla figura di colui che precedette la venuta di Gesù.

La parte meridionale della Cisgiordania corrisponde al territorio assegnato alla Tribù di Giuda o Giudea, la cui capitale era Hebron, luogo in cui ci troviamo ora. Hebron, insieme a Bersabea, più a sud, sono i luoghi in cui si trovavano le principali residenze di Abramo.

La regione in cui Giovanni Battista avrebbe dato inizio alla sua missione. Nella piccola città di Taffuh, poco più di settant’anni fa, fu riscoperto il luogo che prese il nome di “Ain el-Ma'moudiyeh” ossia “Fonte Battesimale”.

BERTRAND RIBA
Archeologo responsabile locale
“Questo battistero mi ha colpito da subito perché è il più profondo della Palestina. Ed esiste un altro monumento associato ad esso. Si tratta di una chiesa, di una costruzione monastica... e un intero complesso deve ancora essere scoperto (…). Sono siti archeologici inesplorati e rari in questa regione”.




Padre Eugenio Alliata, ofm
Archeologo Studium Biblicum Franciscanum
”Di piccole dimensioni, la chiesa ha una vasca con dei gradini…….è profonda quanto basta perché le persone potessero essere immerse. Per questo il luogo passò a essere chiamato “Moudiyeh”, che significa luogo dell’immersione.

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I resti archeologici ritrovati nei dintorni corrispondono, tuttavia, a diversi periodi storici.

JERÔME HAQUET
Archeologo
“Il muro che vedete dietro di me è medievale del periodo crociato. Questa parte fu ricostruita dai crociati nel XII secolo. Gli scavi mostrano che vi fu anche un periodo di occupazione bizantina, come si può vedere nel pavimento del mosaico all’esterno e all’interno dell’edificio”.

BERTRAND RIBA
Archeologo responsabile locale
“Chissà se il monastero che stiamo scoprendo fu costruito in un luogo in cui già esisteva una tradizione oppure il monastero fece nascere questa tradizione per aumentare il suo prestigio e attrarre i pellegrini in cammino tra il mare ed

Padre EUGENIO ALLIATA, ofm
Archeologo Studium Biblicum Franciscanum
“I resti conservati a Moudiyeh risalgono a un periodo più antico di quello in cui i pellegrini hanno cominciato a fare memoria della presenza di San Giovanni Battista in questo luogo deserto....Può darsi che questa memoria abbia avuto inizio già nell’antichità e che essa abbia poi trovato espressione nei viaggiatori, perfino francescani, del XIV e XV secolo”.