21 Maggio 2018

Nella solennità di Pentecoste la preghiera per la pace a Gerusalemme

Pellegrini e cristiani locali hanno celebrato la discesa dello Spirito Santo in diversi punti della città santa. A inaugurare la vigilia una preghiera per la pace e la giustizia indetta da Mons. Pizzaballa.

Liturgie nei Luoghi Santi

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Migliaia di pellegrini si sono uniti ai cristiani locali questo fine settimana nei diversi eventi nella Solennità di Pentecoste a Gerusalemme.

Il primo appuntamento si è tenuto sabato 19, nella chiesa di St Etienne, con la veglia di preghiera per la giustizia e la pace. “Siamo qui riuniti per pregare per la pace di Gerusalemme, che é la pace offerta nel Cenacolo a Pentecoste”.
L’invito fatto da Mons. Pierbattista Pizzaballa ha avuto eco in Terra Santa, richiamando varie autorità delle Chiese di Gerusalemme.

L’evento ha avuto risonanza anche in varie parti del mondo, coinvolgendo un gran numero di partecipanti.

S.E. Mons. PIERBATTISTA PIZZABALLA, ofm
Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme
“La pace del Cenacolo è quella che Gesù annuncia ai discepoli quando entra dopo la resurrezione. Erano spaventati chiusi, ripiegati su di sé, frustrati, delusi lui entra e dopo la pace. E quindi dice anche “Uscite fuori dal cenacolo e portate questa pace nel modo”. quella è la pace.”

“Noi non possiamo cambiare le decisioni dei politici, forse, ma possiamo pregare. Sono stato molto contento, non mi aspettavo una risposta così intensa da parte di tutto il mondo: la Conferenza Episcopale Europea, tanti ordini, istituti religiosi in tutto il mondo si sono uniti in questa giornata di preghiera e di digiuno. Questo mi fa capire che il desiderio della pace non è uno slogan, è una realtà nel cuore di milioni di persone nel mondo".

P. JEAN JACQUES PÉRENNÈS, op
Direttore della “École biblique” di Gerusalemme
“È difficile per il paese e abbiamo bisogno veramente delle forze della preghiera. Per noi è stata una gioia avere tutti questi cristiani con noi e vedere [in atto] la forza della preghiera, quando siamo insieme. È un segno molto forte per il paese e per il mondo.”

Nella Grotta del Romitaggio, sul Monte degli Ulivi e con una suggestiva vista su Gerusalemme, si è svolta la celebrazione della Vigilia per evocare lo Spirito Santo, nella messa presieduta da Fr. Francesco Patton, Custode di Terra Santa.
“Uno dei frutti dello spirito, dice San Paolo è proprio quello della pace”, ha ricordato la guida dei francescani.

Fr. FRANCESCO PATTON, ofm
Custode di Terra Santa
“Se noi pensiamo a quello che è l’opposto della Pentecoste, Babele, che è la confusione delle lingue, delle persone che non sono capaci di incontrarsi e di dialogare, la Pentecoste diventa il momento in cui le diverse culture, le diverse lingue sono capaci di dialogare, si riconciliano.”

Nella Domenica di Pentecoste hanno suonato di nuovo le campane. La prima celebrazione del giorno si è svolta nella Chiesa benedettina della Dormizione di Maria, a pochi metri del Cenacolo.
La Messa è stata presieduta da Mons. Pizzaballa.

A distanza di due chilometri, in Città vecchia, si trova la parrocchia di San Salvatore, dove è stata celebrata la Messa solenne di Pentecoste.

A conclusione delle varie celebrazioni per la solennità di Pentecoste, nel pomeriggio si è tenuta la preghiera solenne dei Vespri al Cenacolo, dove sono arrivati alle ore 16 i frati giunti da San Salvatore in pellegrinaggio. Ad accoglierli all’entrata tantissimi pellegrini: un’espressione della diversità di popoli di tutto il mondo, che però si incontrano nella stessa preghiera.

I fedeli hanno gremito i piccoli spazi della sala del Cenacolo.
Il dono dello Spirito nella Pasqua è collegato al mistero della riconciliazione, del perdono e della pace.

Fr. FRANCESCO PATTON, ofm
Custode di Terra Santa
“Naturalmente tutto questo avviene se accogliamo con cuore aperto il dono dello Spirito, perché lo Spirito non agisce in maniera magica, agisce attraverso le persone. È proprio per questo che il primo modo di accogliere il dono dello Spirito è di mettersi in uno stato, in un atteggiamento di profonda conversione.”

Per il guardiano del Monte Sion, titolo del Custode di Terra Santa, “Pregare un giorno è solo un assaggio di preghiera della pace”.

S.E. Mons. PIERBATTISTA PIZZABALLA, ofm
Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme
“Continueremo a pregare per Gerusalemme e per la pace di Gerusalemme”.