06 Settembre 2017

Omelia dalla Chiesa di San Giuseppe 06/09/2017

Padre Bruno Varriano commenta il Vangelo odierno.

Liturgie nei Luoghi Santi

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Fratelli e sorelle
Meditiamo il vangelo proprio qui da Nazareth, dove il Verbo si è fatto uomo, Lui
com’è abbiamo sentito che è il Figlio del Dio Altissimo, il creatore
dell’uomo, si china su una creatura. È stato proclamato che Lui ha guarito la suocera di
Pietro, ma non solo, venivano guariti tanti ammalati fisici e spirituali… e qui vorrei
richiamare a affermare che questi gesti di Gesù sono l’essenza della missione della Chiesa.

Ancora Lui si china per prendere su di sé il male della creatura. Lo assume per
per liberarlo , per dargli una vita nuova. Gesù si è chinato per assumere tutte le malattie, tutte le sofferenze, tutti i dolori, tutti i peccati dell'umanità. Ha assunto tutto il nostro male per espiarlo dalla croce, per liberarci da esso come dice San Paulo: “Portò su di se tutte le nostre infermità… le nostre fragilità”.

Quanto ha fatto Gesù nella sua vita terrena, è chiamata a farlo la Chiesa. Anche la
Chiesa è chiamata a chinarsi per assumere tutto il dolore fisico e spirituale del mondo, salire sulla croce ed espiare per l'umanità intera. È questa la sua quotidiana
liturgia: la celebrazione del proprio sacrificio per l'espiazione dei peccati del mondo. Se la
Chiesa non si china e non libera, essa ha fallito la sua missione (esempio di Padre
Giovanni).

Come Gesù anche la Chiesa deve avere a cuore la sofferenza del mondo. Essa non
può mai separarsi dal mondo. È stata mandata per assumere la carne del mondo e questa
carne è nella sofferenza, nel dolore, nella malattia, nel peccato, nella morte. Questa carne
non deve essere a lei estranea. È la sua carne, quella da lei assunta nel momento in cui ogni persona diviene corpo di Cristo nelle acque del battesimo. Se è carne assunta, non è carne estranea. Se non è carne estranea, è carne sua e su di essa si deve chinare per lenire, curare, sanare, liberare, guarire.

Imploriamo il Maestro buono di Nazareth di guarirci come ha guarito la suocera di
Pietro, di guarirci dalla febbre dell’indifferenza e dalla paura di vivere come i
discepoli, e concludo con una preghiera a Santa Teresa di Calcuta, di cui proprio ieri abbiamocelebrato la sua festa….

Apri i nostri occhi

Apri i nostri occhi, Signore, perché possiamo vedere Te nei nostri fratelli e sorelle. Apri le nostre
orecchie, Signore, perché possiamo udire le invocazioni di chi ha fame, freddo, paura, e di chi è oppresso. Apri il
nostro cuore, Signore, perché impariamo ad amarci gli uni gli altri come Tu ci ami. Donaci di nuovo il tuo
Spirito, Signore, perché diventiamo un cuore solo ed un' anima sola, nel tuo nome. Amen.