16 Agosto 2017

Omelia dalla Chiesa di San Giuseppe 16/08/2017

Padre Carlos Molina commenta il Vangelo odierno.

Liturgie nei Luoghi Santi

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Omelia su Mt 18, 15-20 Mercoledì della XIX sett. del Tempo Ordinario
Il vangelo di oggi ci offre la possibilità di meditare su due punti essenziali della vita del cristiano: la vita sociale in comune con gli altri , l' unione con l'altro che è mio prossimo, e la vita intima, cioè personale, con Cristo, figlio di Dio. Dice Gesù: "Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello" (Mt 18, 15). Ecco nella vita dei primi cristiani c'erano delle tensioni che portavano a dei problemi nella comunità.
La "correzione fraterna" , consigliata dallo stesso Gesù, su una persona che ha commesso una colpa prevede di "affrontarla con lealtà, sincerità e umiltà, non per questionarle o ridicolizzarle, per far comprendere il suo errore e trovare insieme una risposta positiva, attraverso il pentimento e la riparazione dell'errore"; per questo la denuncia comunitaria e' un 'ultima istanza all' ostinazione della persona stessa.
Nella vita della Chiesa c'è poi la funzione apostolica del legare o sciogliere, cioè quella grazia che tramandata dal Signore ci offre la possibilità di rifarci dei nostri errori e delle nostre mancanze nella consapevolezza che anche noi siamo responsabili della nostra salvezza. Aderire o no al piano salvifico del Cristo è una responsabilità e un compito che tocca personalmente ad ognuno di noi.
L'intervento della comunità: "è un meccanismo di gradualità che si fa carico di chi sta sbagliando senza umiliarlo, senza costringerlo, aumentando progressivamente la forza di persuasione.
Quanto è diverso da ciò che avviene oggi! Nella maggior parte dei casi a nessuno interessa cosa fanno gli altri, in chiesa nemmeno ci si conosce! Poi se qualcuno sta sbagliando è quasi impossibile che ci sia tra noi chi se ne faccia carico, meglio spettegolare alle spalle, creando danni enormi" (Omelia, Paolo Curtaz, Commento su Mt 18, 15-20, 14-08-2013, lachiesa.it).
"Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro" (Mt 18, 20). Questa risposta di Gesù, e io direi: questa affermazione di Gesù, ci riassicura che: "chi sta, chi vive nella sua presenza, e attua la volontà di Dio, non troverà inciampo, non porrà resistenza all'amore Divino e, di conseguenza, camminerà nella presenza di Colui che lo ha chiamato e reso libero davanti a Dio Padre.
Cari fratelli e sorelle vi auguro, e mi auguro, che impariamo dal Vangelo di oggi a vivere seriamente il nostro impegno con Dio e cordialmente il nostro essere comunità con gli altri che sono i nostri fratelli.